Una nuova fase nella corsa alla presidenza della Figc emerge dalle dichiarazioni di Giovanni Malagò. Per la prima volta, l’ex presidente del Coni ha affrontato il tema di una sua possibile candidatura, durante una partecipazione al podcast Sette Vite, condotto da Hoara Borselli. Malagò ha aperto uno spiraglio, pur mantenendo un atteggiamento cauto.
“È una sfida che mi attrae, ma sono consapevole delle complessità che potrebbero influenzare il mio stile di vita. Dovrò riflettere attentamente”, ha commentato Malagò, sottolineando la necessità di ponderare ogni decisione.
Nessuna candidatura ufficiale, ma approcci dalla Serie A
Malagò ha voluto chiarire un aspetto fondamentale: non si è candidato in modo attivo.
“Non mi sono candidato in alcun modo. I rappresentanti della Lega di Serie A hanno richiesto la mia disponibilità; ho espresso gratitudine e ho detto che quando ci saranno passi ufficiali, inizierò a valutare la situazione”, ha specificato.
Questa dichiarazione evidenzia che il possibile cammino verso la guida della federazione è ancora in fase iniziale e dipende dagli equilibri tra le varie componenti del calcio italiano.
Il consenso della Lega di Serie A
Un altro tema cruciale è il forte supporto ricevuto dalla Lega Serie A, che ha indicato Malagò come una figura di riferimento con un consenso quasi unanime.
“È impressionante che un mondo conosciuto per la sua complessità e conflittualità sia riuscito, in pochi giorni, a sostenere un candidato con 19 società su 20. È un unicum”, ha evidenziato.
Secondo Malagò, un ampio consenso iniziale rappresenta un vantaggio chiave: “Se hai una forte dinamica di consenso, è più semplice affrontare le questioni sul tavolo”.
Credibilità e responsabilità nella Figc
Malagò attribuisce il suo crescente interesse a un fattore di affidabilità personale.
“Ritengo di essere una persona credibile e affidabile. Anche chi non mi apprezza particolarmente lo riconosce”, ha affermato.
Riflessione sulla Nazionale e la mancata qualificazione ai Mondiali
Durante l’intervista, Malagò ha anche riflettuto sulla Nazionale italiana e sulla delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali, un episodio ancora doloroso per il calcio azzurro.
“Si tratta di un evento incredibile, sorprendente e doloroso”, ha commentato, ricordando la sua presenza sugli spalti durante Italia–Irlanda del Nord a Bergamo, un’esperienza vissuta con grande coinvolgimento emotivo da tifoso.