La crisi della Roma non è un evento isolato. Dietro questo momento difficile si cela un insieme di stanchezza, infortuni e una rotazione limitata, che stanno pesando su una squadra già messa a dura prova nei mesi precedenti.
I cosiddetti “highlanders” di Gian Piero Gasperini, che hanno sempre mostrato tenacia, ora sembrano in difficoltà. Giocatori fondamentali che avevano trascinato la squadra nella prima parte della stagione stanno attraversando un evidente calo.
Un caso emblematico è quello di Manu Koné, che appare distante dal centrocampista di spicco visto all’inizio della stagione. Non è l’unico: anche Gianluca Mancini, Bryan Cristante e Mile Svilar stanno affrontando un periodo complicato. Senza dimenticare Lorenzo Pellegrini, Zeki Çelik e Mario Hermoso, quest’ultimo appena rientrato da un infortunio.
Poche rotazioni e attacco decimato
A complicare la situazione è stata l’emergenza in attacco. Le contemporanee assenze di Artem Dovbyk, Evan Ferguson, Paulo Dybala e Matías Soulé hanno drasticamente limitato le opzioni disponibili.
In aggiunta, l’inserimento dei nuovi acquisti ha mostrato difficoltà: tra gli attaccanti arrivati a gennaio, solo Donyell Malen ha trovato continuità, mentre gli altri sono stati impiegati poco e senza influire sul gioco.
Il risultato è stato un utilizzo eccessivo dei medesimi giocatori, con inevitabili ripercussioni fisiche e mentali.
Koné simbolo del calo
In questo contesto, Manu Koné incarna perfettamente la crisi attuale. Con oltre 2.500 minuti giocati, è tra i più impiegati della stagione e ora paga il prezzo dello sforzo.
Errori inaspettati e una minore brillantezza stanno influenzando le sue prestazioni. Gasperini ha notato che il centrocampista fatica a recuperare dopo le partite più impegnative.
Tuttavia, per continuare a perseguire gli obiettivi europei, è fondamentale ritrovare quel Koné dominante visto fino a poco tempo fa.
Difesa e centrocampo sotto pressione
I dati confermano che i giocatori maggiormente utilizzati sono anche quelli che stanno affrontando maggiori difficoltà. Gianluca Mancini e Bryan Cristante non hanno praticamente mai avuto un’opportunità di riposo e ora stanno accusando il peso della stagione.
Mancini tornerà nel suo ruolo preferito di braccetto destro, mentre Cristante potrebbe avanzare per supportare l’attacco, apportando fisicità e inserimenti accanto a Malen.
In questa fase cruciale, sarà necessario recuperare energie e dimostrare concretezza, specialmente nelle partite più impegnative.
Tra testa e contratti: le incognite finali
Non si tratta solo di una questione fisica. Anche l’aspetto mentale gioca un ruolo importante: alcuni giocatori sembrano meno lucidi, distratti da questioni contrattuali irrisolte.
È il caso di Zeki Çelik, che ha mostrato prestazioni altalenanti, ma anche di altri elementi che faticano a mantenere una continuità.
La sintesi è chiara: gambe pesanti e testa leggera. Un mix che spiega la crisi della Roma.
Per invertire la rotta e continuare a puntare alla Champions League, sarà necessario ritrovare energie, concentrazione e soprattutto le certezze smarrite nelle ultime settimane.